martedì 31 agosto 2010

ORGANIZZIAMO SUBITO LE PRIMARIE

In questi straordinari giorni di festa, sono state tante le manifestazioni di affetto verso la classe dirigente di un partito che ha dimostrato di ben governare Torino.

E' bene rispondere con un atto di chiarezza e trasparenza come siamo abituati a fare.

Le numerose interviste di questi giorni, i diversi nomi “lanciati” nel mucchio non aiutano a comprendere la nostra visione di Torino, lasciano piuttosto trasparire la rincorsa di alcuni sugli altri.

Si avvii il processo virtuoso delle primarie senza timori. Si misurino democraticamente quanti generosamente si rendono disponibili a concorrere al buon governo della Città.

La priorità assoluta per Torino è la costruzione di un cantiere democratico che sappia capitalizzare quanto di buono si è realizzato e soprattutto definisca ciò che si vuole fare e questo si fa partendo dalle primarie.

Sarà una competizione interessante e sono certo utile ad aprire un dialogo con i soggetti sociali della Città che meritano per il contributo dato fino ad oggi un riconoscimento pieno a partire dalla condivisione di idee.

E' bene che il partito provinciale fissi immediatamente la data delle primarie.

venerdì 16 luglio 2010

Lettera ai Commissari

I lavoratori sfrattati chiedono ospitalità all'azienda concorrente



Omnia potrebbe trasferirsi nella sede di Agile


di Andrea Rossi



Nel vortice della crisi che picchia duro sul tessuto produttivo torinese sta succedendo di tutto. Succede anche che i lavoratori di un’azienda sull’orlo del fallimento possano ospitare i loro colleghi di un’altra ditta - anch’essi vicini al baratro - per provare ad aiutarli a salvare quel che resta delle loro commesse. Succede che ci si possa unire per non morire, accomunati dalla malasorte di essere capitati tra le mani di capitani di sventura, capaci di demolire imprese in salute fino a portarle al dissesto, lasciando i dipendenti senza stipendio, a convivere con lo spettro della disoccupazione.

I lavoratori di Agile-Eutelia e quelli di Omnia-Phonemedia (tutti operatori di call center) da mesi vivono disavventure parallele. Entrambi credevano di essere al sicuro, facevano parte di imprese in salute, ma sono finiti tra le grinfie di chi ha spolpato quel che si poteva e poi si è dileguato. Entrambi stanno cercando di salvare quel che resta delle loro imprese. Entrambi hanno visto alcuni dei loro dirigenti finire in galera: gli ultimi sono stati tre manager di Phonemedia, epilogo della vicenda che ha portato l’ex vicepresidente della Regione Piemonte Roberto Rosso a dimettersi, dopo aver inviato (quand’era ancora soltanto deputato) lettere in cui garantiva l’affidabilità dei vertici della società. Entrambi sono ora nelle mani di commissari straordinari che stanno cercando nuovi acquirenti per scongiurare il fallimento. Entrambi, infine, da molti mesi lavorano gratis pur di non perdere le poche commesse rimaste e cercare di garantirsi un futuro.

Il guaio è che devono schivare un’imboscata dietro l’altra. L’ultima si è abbattuta sui 98 lavoratori torinesi (tutti a tempo indeterminato) di Omnia pochi giorni fa: hanno scoperto che la sede in cui stanno ancora lavorando, a turni di sette, con l’unica commessa (Seta-Asm) che sono riusciti a mantenere, è sotto sfratto esecutivo. Da tempo nessuno paga l’affitto e il proprietario ha deciso di cacciarli. Per loro significa non poter più lavorare, perdere l’ultimo cliente rimasto e probabilmente avviarsi a passo spedito verso il baratro.

Ieri erano in Comune, a raccontare le pieghe del loro dramma alla commissione Lavoro. E lì hanno capito che un piccolo spiraglio è rimasto. Il presidente della commissione Enzo Lavolta (Pd) ha scritto ai commissari delle due aziende - tre per Agile e uno per Omnia - proponendo una soluzione: nella sede torinese di Agile, in corso Svizzera, qualcuno sta ancora lavorando, ma ci sono una ventina di postazioni libere; perché non ospitare i dipendenti di Omnia, che lavorano in sette per turno e perciò occuperebbero neanche la metà dei computer inutilizzati? «Così facendo, visto che nella sede di Agile viene effettuata regolare manutenzione, si potrebbe dare un po’ d’ossigeno ad Omnia, in attesa che il commissario lavori alla ricerca di acquirenti», spiega Lavolta. «Eviteremmo di far naufragare anche l’ultima commessa».

L’iniziativa ha ricevuto il via libera dalle rappresentanze dei lavoratori di entrambe le imprese, della commissione Lavoro del Comune e pure la benedizione vicesindaco Tom Dealessandri. «In questi giorni, in cui è sempre più evidente il legame tra certa politica e il malaffare, bisogna difendere la dignità calpestata dall’arroganza di pochi furbetti attenti solo al profitto illecito», ribadisce Lavolta. La lettera è partita ieri, indirizzata a Roma. Il tempo non è molto, la prassi è a dir poco insolita. Mai i lavoratori di una società sono stati ospitati nella sede di un’altra azienda. Che succeda dipende solo da chi avrà la meglio: la burocrazia o l’esigenza di salvare - almeno per un altro po’ - 98 posti di lavoro.

martedì 22 giugno 2010

UNA CLAUSOLA SOCIALE PER ASSUMERE I LAVORATORI LICENZIATI NEL SETTORE COMMERCIO



Novità per chi dovrà aprire esercizi commerciali a Torino e per i lavoratori licenziati nel settore Commercio.

E’ stata oggi approvata dal Consiglio comunale all’unanimità una mozione (primo firmatario: Enzo Lavolta) che impegna Sindaco e Giunta affinché, quando vengono rilasciate nuove autorizzazioni commerciali, sia prevista una “clausola sociale” che, attraverso una convenzione occupazionale realizzata con le società che dovranno gestire le nuove aperture a Torino, consenta alla Città di dare una risposta concreta al riassorbimento dei lavoratori, con le medesime professionalità, inseriti nelle liste di mobilità del territorio torinese.

Il settore del commercio a Torino, come in molti grandi centri urbani, è infatti in profonda trasformazione. In particolare, la grande distribuzione tende ad aprire piccoli punti vendita nei quartieri, talvolta chiudendo contestualmente supermercati e ipermercati con superfici medio-grandi e licenziandone i dipendenti.

Secondo la mozione votata oggi, inoltre, le società che chiedono nuove autorizzazioni commerciali al Comune di Torino, qualora abbiano in precedenza effettuato licenziamenti sul territorio della Provincia di Torino, oltre agli obblighi e garanzie già previsti per legge, dovranno riassorbire i lavoratori licenziati.

giovedì 10 giugno 2010

RAI: “ENTI LOCALI E SINDACATI PROPOSITIVI NEL RISPETTO DELLE ESIGENZE DELL’AZIENDA”

Audizione questo pomeriggio, durante la riunione della Commissione Lavoro presieduta da Enzo Lavolta, del direttore del Centro di produzione della Rai di Torino, Maurizio Braccialarghe, alla presenza delle organizzazioni sindacali e di diversi lavoratori del Rai.

Braccialarghe ha spiegato come la Rai da un lato sia alla ricerca di una maggiore competitività (il digitale terrestre ha di fatto quadruplicato le reti, passando da tre a tredici), dall’altro persegua l’obiettivo di un equilibrio di bilancio.

Ha evidenziato come, da questo punto di vista, non aiuti l’evasione del canone che ammonta a circa 400 milioni di euro l’anno e la riduzione di raccolta di pubblicità, dovuta alle condizioni generali di crisi ed è in questo contesto che si è avviata la discussione sul nuovo piano industriale della Rai.

E’ stato aperto un cantiere dedicato all’assetto editoriale dell’azienda che prevede equilibrio tra autonomia dei direttori di rete e l’esigenza di sviluppo di nuovi generi televisivi. La Rai, infatti, tende ad organizzarsi per produzioni specifiche (ad esempio Rai Fiction) per poi affidare i prodotti ad ogni singola rete che ne curerà la programmazione.

Il Centro di produzione Rai di Torino dovrebbe dar vita ad un polo specializzato per la Tv dei ragazzi, attraverso i canali tematici Rai Gulp e Rai Yoyo ma, ha aggiunto Braccialarghe “si è creata tensione poiché ancora l’azienda non ha individuato il responsabile per la produzione della tv per ragazzi. Se Torino avrà questo compito, dovrà occuparsi dell’ideazione, della creazione e della produzione in collegamento con le realtà del territorio che possono supportare questa attività (ad esempio Virtual Reality).

Ma vi sono anche altri progetti sui quali Torino potrebbe essere coinvolta: il rapporto con tv transfrontaliere (Francia e Svizzera), una webtv sul sistema musicale torinese, il progetto di portare sotto la Mole le teche sulla radiofonia della Rai.

Per le organizzazioni sindacali, l’operazione sulla tv per l’infanzia è importante ma non sufficiente. Occorre ragionare in termini di struttura complessiva dell’azienda, affrontando il tema dei tagli e delle esternalizzazioni previste, e pensando a nuovi investimenti per l’Orchestra sinfonica.

A tal proposito, Braccialarghe ha sottolineato i costi dell’Orchestra: 10 milioni l’anno più 3 milioni 400 mila euro per l’organizzazione della stagione, a fronte di ricavi per 1 milione e 600 mila euro.

Per questo, ha detto il direttore del Centro di produzione, occorre che le istituzioni, insieme ai sindacati, ricerchino un rapporto formale con l’azienda utile a dimostrare che Torino dispone di elementi sì di sviluppo ma legati alle esigenze di bilancio e di competitività della Rai.

Nel corso della riunione, oltre al presidente della Commissione, Enzo Lavolta, sono intervenuti i consiglieri Gioacchino Cuntrò, Andrea Tronzano e il vice sindaco Tom Dealessandri.

Torino, 10 Giugno 2010

venerdì 4 giugno 2010

Lavoratori Billa (ex Standa) in Commissione Lavoro




Dopo aver chiesto di essere ricevuti lo scorso 28 maggio, il 3 giugno i lavoratori della Billa AeG (ex Standa) di Settimo Torinese sono stati ascoltati in Commissione consiliare Lavoro, presieduta da Enzo Lavolta, alla presenza del vicesindaco Tom Dealessandri.
I 36 lavoratori licenziati dalla sede Billa di Settimo hanno chiesto l’intervento della Commissione affinché il Comune di Torino faccia pressione sull’azienda per farli ri-assumere nel nuovo supermercato che la Billa dovrebbe aprire a settembre in piazza Guala a Torino.
I dipendenti – hanno spiegato i sindacalisti della Filcams Cgil e della UilTucs intervenuti alla riunione – si trovano tuttora in “mobilità”, poiché l’azienda ha deciso di non rinnovare la cassa integrazione in deroga, concessa inizialmente per rinnovare lo stabilimento di Settimo Torinese, chiuso “temporaneamente” per permettere di risolvere problemi strutturali dell’edificio nel febbraio 2009, ma che ora la Billa ha deciso di non riaprire.
I lavoratori chiedono quindi di poter essere assunti nei nuovi punti vendita che verranno aperti a Torino.
Il vicesindaco Dealessandri e il presidente Lavolta si sono impegnati a contattare i dirigenti Billa per affrontare la questione e hanno comunicato di volere instaurare un tavolo di concertazione tra sindacati e assessorati comunali al Lavoro, al Commercio e all’Urbanistica. Così da regolamentare in maniera organica l’insediamento dei centri commerciali a Torino.
Al dibattito in Commissione hanno partecipato i consiglieri Antonio Ferrante, Gavino Olmeo, Raffaele Petrarulo e Federica Scanderebech.
Mentre era in corso la Commissione, un gruppo di giovani lavoratori e lavoratrici della Billa ha manifestato davanti a Palazzo Civico.

venerdì 21 maggio 2010

Un circuito di locali amici della poppata

Repubblica — 21 maggio 2010 pagina 1 sezione: TORINO

UN CIRCUITO di bare ristoranti dove la poppata sia ben accetta, dove titolari e clienti non guardino di traverso le mamme che allattano il neonato. Madri spesso costrette a nascondersi in un angolo, a uscire sul marciapiede o a rintanarsi in macchina per placare i bisogni del bambino. Sotto la Mole i casi di donne allontanate in modo più o meno garbato, perché intente ad allattare il bimbo, non sono mancati. AVERE gli occhi del proprietario o del vicino di tavolo che disapprovano la poppata spingono le mamme all' autocensura: meglio stare a casa. Ora, però, i genitori hanno detto basta e rivendicato i loro diritti e quelli del bebè. L' idea di creare un circuito di bar e ristoranti «amici dei bambini» è nata dal basso, da un gruppo di papàe mamme che vorrebbero entrare in un locale senza l' angoscia di dover uscire in fretta o vivere momenti di imbarazzo. Un progetto che si è già trasformato in una mozione, presentata dai consiglieri comunali del Pd Lucia Centillo, presidente della commissione Pari Opportunità, ed Enzo Lavolta, a capo della commissione Commercio di Palazzo Civico. Un' idea sviluppata da un gruppo di designer dell' associazione «Progetto Atelier». «Il latte materno da oltre trent' anni è considerato come una tappa fondamentale dell' evoluzione fisica e psichica dei bambini - sottolinea Carlo Boccazzi, neo padre e presidente di Progetto Atelier- purtroppo, complice il calo demografico e la scarsa abitudine delle persone a confrontarsi con i neonati, in diversi luoghi, ad iniziare dai locali, la poppata viene vissuta con imbarazzo». I designer stanno studiando un logo e un decalogo, che comprenda ad esempio l' obbligo del fasciatoio nel bagno, per affiliare bar e ristoranti che vorranno aderire al circuito «amici dei bambini». Circuito che si potrebbe estendere agli alberghi: fece scalpore un anno fa l' allontanamento di una mamma intenta ad allattare nella hall di un hotel a Madonna di Campiglio. Così come fece discutere la scelta del social network Facebook di cancellare le foto di mamme con il piccolo al seno perché ritenute oscene. «È ora di dare un segnale opposto - dice il consigliere Enzo Lavolta - di sensibilizzare associazioni di categoria e locali. Anche in questo modo si dà una risposta alle esigenze delle giovani coppie e delle mamme torinesi che potranno contare su una rete di bar e ristoranti dove saranno accettate». L' assessore al Commercio, Alessandro Altamura, che dovrà confrontarsi con le associazioni di categoria, ha accolto con favore l' iniziativa. E nascerà un sito dove segnalare le attività che decidono di far parte del circuito. - DIEGO LONGHIN

venerdì 30 aprile 2010

SAGAT - “INOPPORTUNA LA PROPOSTA DI DISTRIBUZIONE STRAORDINARIA DEGLI UTILI.

Dichiarazione di Enzo LAVOLTA e Stefano RUSSO
(Consiglieri comunali PD).
“Giudichiamo inopportuna la richiesta avanzata dai soci privati di Sagat di una distribuzione straordinaria di utili per 6 milioni di euro (in aggiunta ai 4 milioni di utile ordinario) ed auspichiamo che tali risorse possano essere reinvestite in un piano di sviluppo infrastrutturale ed occupazionale:”: con queste parole i consiglieri comunali del PD Enzo LAVOLTA (Presidente Commissione Lavoro ) e Stefano LO RUSSO (Coordinatore Segreteria Regionale PD Piemonte) commentano l’audizione in III Commissione dei vertici della Sagat.
“Solo qualche mese fa ci era stata descritta una situazione preoccupante, tanto da rendere necessario un intervento pubblico di Comune e Regione per fare fronte alle difficoltà di Alitalia e per lo sviluppo del traffico aereo nell’ambito del low cost. Oggi, invece, ci è stata presentata una situazione ben diversa, perfino rosea. Eppure c’è una profonda contraddizione tra la richiesta di una distribuzione straordinaria degli utili e la situazione occupazionale, con 35 dipendenti di Sagat in mobilità e 24 lavoratori di Aviapartner in cassaintegrazione.
La gestione di Sagat si è finora contraddistinta per diversi annunci e pochi risultati concreti, ed è giunto il momento di riflettere su quali vantaggi derivino realmente per il nostro territorio. Non è più procrastinabile l’insediamento della base low cost al cui insediamento dovranno essere indirizzati tutti gli sforzi da parte della società”.

martedì 13 aprile 2010

La Sala Rossa ha commemorato Natale Aimetti

Commemorato dal Consiglio comunale, questo pomeriggio, Natale Aimetti che prese posto tra i banchi del Consiglio comunale di Torino tra il 1964 e il 1970. Morì a settantasette anni, il 6 febbraio del 2005.
Esponente del Partito comunista italiano, dopo l’esperienza amministrativa a Palazzo civico, divenne consigliere provinciale e, successivamente, assessore e sindaco di Beinasco.
Alla presenza di familiari, amici e molti ex consiglieri, Aimetti è stato ricordato dal presidente del Consiglio comunale Beppe Castronovo che ne ha sottolineato il carattere e la determinazione con cui ha condotto l’attività politica: “Non faceva sconti, i suoi giudizi erano forti e severi verso l’operato della pubblica amministrazione”. Ha poi evidenziato come il lavoro e i lavoratori fossero centrali nella sua azione politica rivolta in primo luogo alla classe operaia, considerata “la vera artefice della produzione e delle risorse del Paese”.
Giancarlo Quagliotti “Sapeva da che parte stare e chi rappresentare”, ha invece sottolineato il consigliere Enzo Lavolta (Pd) raccontando come Aimetti sia stato capace di portare in Consiglio comunale la voce degli operai, perché se ne comprendessero le condizioni dentro e fuori dalle fabbriche.
Al vice presidente dell’Associazione ex Consiglieri comunali, Giancarlo Quagliotti, il compito di ripercorrere la biografia di Aimetti e il contesto storico nel quale ha vissuto e ha svolto la sua attività politica.
“Apparteneva alla generazione di coloro che sono cresciuti sotto il fascismo e che hanno combattuto per la libertà. Faceva parte”, ha aggiunto, “di quegli operai colti che hanno svolto l’impegno amministrativo con l’unico obiettivo di ricercare il bene comune”.
Alla commemorazione erano presenti i gonfaloni della Città e della Provincia di Torino e del Comune di Beinasco.

martedì 23 febbraio 2010

Il Comune di Torino per i lavoratori Agile

Il Consiglio comunale di Torino ha approvato lo scorso 22 febbraio all’unanimità (37 voti favorevoli su 37 consiglieri presenti) una mozione per sostenere i lavoratori Agile/Omega che lavorano per conto di Fastweb.
La Città di Torino, attualmente, per la gestione dei servizi di manutenzione del sistema Fonia Dati ha un contratto con l'azienda Fastweb (rinnovato da poco, scadrà nel 2014). Quest’ultima ha affidato totalmente in subappalto la gestione del servizio ad Agile.
Il documento approvato dal Consiglio (primo firmatario: Enzo Lavolta) impegna il Sindaco e la Giunta comunale a compiere qualunque azione utile a garantire il mantenimento dei livelli qualitativi del servizio di manutenzione delle apparecchiature di rete, dati e fonia del Comune di Torino, attraverso l'impiego delle medesime risorse umane di cui si è avvalsa sinora Fastweb.
Manifestazione lavoratori Agile Eutelia Già il 9 novembre del 2009, la Sala Rossa ha approvato all’unanimità un ordine del giorno per promuovere un tavolo di crisi al fine di assicurare ai lavoratori della società Agile - ex Eutelia il pagamento degli stipendi arretrati e garantire loro un futuro lavorativo.