venerdì 16 maggio 2008
Documento approvato dall'Assemblea Regionale del PD del 10 maggio
La sconfitta elettorale del 13 e 14 aprile ha messo in evidenza i limiti del PD nel costruire un legame con i pensieri profondi della società italiana, di interpretarne la paure ed i desideri, di parlare alla pancia ed al cuore delle persone fallendo in questa occasione l’obiettivo di insediare un forza riformista capace di andare significativamente oltre la somma dei voti di Ds e Margherita.
La scomparsa della Sinistra Arcobaleno dal Parlamento è certamente frutto di ragioni profonde e strutturali dovute all’incapacità di cogliere le trasformazioni della società e rischia di avere conseguenze politiche che possono rendere più complessa la valorizzazione della natura prospettica del PD come partito di governo.
Il risultato piemontese ha messo in evidenza la forte accentuazione della tradizionale bipolarizzazione della Regione confermando quel fenomeno di isolamento territoriale del PD tra la Provincia di Torino e le altre province. Questo dato costituisce un forte motivo di preoccupazione in vista dei prossimi appuntamenti elettorali del 2009 e del 2010 ed obbliga ad avviare quanto prima, a tutti i livelli, le azioni politiche ed amministrative necessarie. In quest’ottica, tutti dobbiamo sentirci coinvolti e responsabili. Anche nelle scelte del Partito, ivi compresa la formazione delle liste e la selezione dei gruppi dirigenti, è indispensabile riprendere il filo del dialogo tra i territori piemontesi e le loro specificità.
Occorre uscire al più presto da questa situazione di stallo e reagire alla battuta di arresto nel processo di costruzione del PD ma per farlo non possiamo essere indulgenti nell’analisi. Il PD ha ottenuto un risultato ragguardevole ma inferiore alle aspettative e necessita di una nuova strategia di alleanze, anche per colmare la debolezza strutturale in tutte le regioni del Nord e nelle province piemontesi.
È evidente la necessità di un generale ripensamento del modello organizzativo nazionale che superi la personalizzazione e apra il gruppo dirigente ad un vero rinnovamento evitando i limiti manifestati nelle scelte dei vertici dei gruppi e delle istituzioni parlamentari, attuando le precise indicazioni dello Statuto. Anche per questi motivi il PD piemontese deve sentirsi impegnato sin d’ora ad elaborare proposte politiche di carattere nazionale e a promuovere la graduale formazione di una nuova classe dirigente nazionale.
Occorre che il PD del Piemonte avvii una nuova fase in cui tutti debbono essere chiamati a dare il loro contributo, indipendentemente dalla collocazione assunta il 14 ottobre anche attraverso il superamento del metodo obbligato con il quale abbiamo costruito gli organismi dirigenti regionali.
È necessario riprendere in mano quanto prima il tema del profilo politico e culturale del PD riportando al centro il tema dell’autonomia e della dimensione federale del Partito rispetto alle logiche centralistiche nazionali. In questo senso un passaggio fondamentale sarà rappresentato dalla discussione che faremo in merito al nostro Statuto. Se da un lato è necessario riprendere quanto prima una politica dei redditi rivolta soprattutto ai ceti medio-bassi, con grande determinazione dobbiamo recuperare la dimensione del rapporto costante ed attento con la piccola e media impresa e con il mondo del lavoro autonomo e fornire risposte credibili alla domanda generale di sicurezza e di fermezza che proviene dal nostro territorio.
Delicato è il ruolo delle aree politico-culturali all’interno del Partito che devono rappresentare sempre e solo strumenti di proposta e dibattito politico all’interno degli organi del Partito evitando semplici riproposizioni di riferimenti e identità ideologiche smarrite o appannate che sono il nostro punto di partenza ma che non devono appesantire il cammino riformatore del Partito. Il PD è nato per guardare avanti e non indietro, al di fuori della logica degli ex e delle loro contrapposizioni in cui deve evitare di avvitarsi se punta ad essere interprete di quella modernità dell’azione politica che ne costituisce l’essenza e la stessa ragione fondativa.
Elemento fondamentale dell’azione di rilancio del Partito è poi il lavoro che ci attende per consolidare il suo radicamento sul territorio piemontese attraverso l’azione dei circoli, il lancio dell’iniziativa politica dei forum tematici e l’imminente tesseramento. Il tema della vocazione maggioritaria del PD non è in alcun modo contrapposto all’esigenza fondamentale di ricostruire una strategia di alleanze attraverso un dialogo rispettoso delle differenze e capace di valorizzare tutti gli attori, secondo le migliori tradizioni della politica di coalizione che ha lungamente caratterizzato i rapporti tra i partiti nel nostro paese e nella nostra regione riprendendo il suo ruolo di centro di aggregazione e di garanzia di tutte le forze riformiste.
Il PD guarda con interesse alla ricostruzione di una forza alla sua sinistra che dia sbocco politico ad un’area sociale significativa ponendosi altresì come obiettivo il consolidamento del voto ricevuto da una parte dell’elettorato della Sinistra Arcobaleno. Tuttavia la sua sfida attuale più importante si gioca al recupero di una fascia di elettorato che vuole coniugare in modo virtuoso politiche di efficienza e politiche di solidarietà. In tal senso l’Italia dei Valori, i Moderati e l’UDC sono interlocutori con cui avviare sin da subito ed in vista dei prossimi appuntamenti elettorali un intenso confronto programmatico nell’approfondimento dei temi di merito e nella individuazione della possibilità di un percorso comune. Naturalmente non tutto è riconducibile alla logica delle alleanze politiche. Il PD deve avviare una strategia di alleanze sociali capace di ricostruire un rapporto con la variegata società piemontese e anche con quel mondo rappresentato da liste civiche e soggetti politici locali che saranno fondamentali nella creazione delle condizioni necessarie a consolidare la prospettiva di vittoria delle prossime competizioni elettorali.
venerdì 18 aprile 2008
IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA 14 SORGERÀ UN “ALBERGO SOCIALE”

A Torino nascerà un “albergo sociale”, una struttura che offre spazi abitativi a quanti si trovano temporaneamente in difficoltà. Il comune acquisterà il palazzo di piazza della Repubblica 14, che attualmente è in condizioni di abbandono, assegnandolo in comodato gratuito per almeno 25 anni a un ente privato che ne curerà la riqualificazione e farà nascere l'albergo, curandone direttamente la gestione o affidandola a terzi. Il prezzo d"acquisto è di 1,13 milioni di euro; le risorse sarano reperite attraverso fondi regionali - utilizzabili sulla base dell’accordo di programma tra Regione, ministero delle Infrastrutture e Città di Torino del 30 aprile 2007 per la realizzazione di alloggi sperimentali e progetti speciali – per circa 1 milione, e 130 mila euro da proprie risorse.
Per l’affidamento della gestione del servizio sarà emesso un bando. “L’albergo sociale è una struttura con alcuni spazi comuni e una serie di stanze e bilocali con angolo cottura e servizi. Può offrire un alloggio temporaneo a giovani studenti o lavoratori in trasferta, che necessitino di un punto di appoggio per qualche settimana o qualche mese. Ma può permettere al comune di insediarvi per il tempo necessario a trovare una nuova casa le famiglie colpite da sfratto esecutivo, oppure le persone in condizioni di fragilità sociale, appena uscite da una condizione di sofferenza e che necessitano di una base dalla quale ricostruire una vita normale”.
Attualmente il comune, rivolgendosi al mercato alberghiero tradizionale, spende circa 380 mila euro per affrontare le emergenze abitative come sfratti, sgombero per inagibilità, casi sociali, progetti di reinserimento sociale, offrendo tra l’altro “una risposta parziale alle esigenze delle famiglie”, per la fruibilità ridotta consentita da un albergo, come l’impossibilità di preparare cibi. La struttura sarà anche accessibile su prenotazione per quanti si trovino a dover risedere in città per un tempo limitato e siano in cerca di una sistemazione economica.
mercoledì 9 aprile 2008
FESTA DEMOCRATICA - 6 Aprile 2008 - Piazza Umbria

Un successo la Festa Democratica organizzata dal Circolo del PD della Circoscrizione 4 di Torino domenica pomeriggio in piazza Umbria.
Grande partecipazione e, come annunciato, MUSICA, TEATRO DI STRADA, CLOWNERIA E........MERENDA CON TORTE DEMOCRATICHE!
Sono stati presenti diversi candidati delle liste del PD, tra cui Antonio BOCCUZZI, Pietro MARCENARO, Stefano ESPOSITO, Gianni VERNETTI, Marco CALGARO.
lunedì 4 febbraio 2008
OGGETTO: “RINNOVO CONTRATTI PUBBLICO IMPIEGO”.
Il Consiglio Comunale di Torino,
PREMESSO
che da molto tempo sono scaduti il contratto collettivo nazionale di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto Comuni – Autonomie Locali ed i contratti nazionali di lavoro della sanità pubblica;
CONSIDERATO CHE
- in data 28 gennaio 2008 si è svolta una manifestazione dei lavoratori piemontesi degli Enti Locali e che il prossimo 4 febbraio è prevista una manifestazione del comparto sanità;
- l’ARAN non ha ancora dato attuazione agli aumenti previsti dall’accordo quadro del 25 maggio 2005;
- il Governo nazionale, in data 8 gennaio u.s. ha sottoscritto con le confederazioni sindacali di categoria un importante accordo che prevede un impegno del Governo medesimo a compiere “atti gli uni di propria competenza” per una sollecita conclusione del negoziato per i contratti di sanità, autonomie locali;
- la Banca d’Italia ha reso pubblici i dati riguardanti l’andamento delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, da cui risulta che nel periodo 2000-2006 salari e stipendi sono rimasti sostanzialmente gli stessi, pur in presenza di un aumento del costo della vita che ne ha eroso il potere d’acquisto;
- il potere d’acquisto delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti può e deve essere rafforzato attraverso una serie di interventi di natura fiscale ed una rapida conclusione delle vertenze contrattuali. Tali misure vanno adottate non solo per ragioni di equità, ma anche per favorire una crescita della domanda interna dei consumi, essenziale per contrastare i pericoli di recessione in atto sul piano internazionale;
ESPRIME SOLIDARIETA’
ai lavoratori del pubblico impiego impegnati nel rinnovo dei contratti;
DENUNCIA
il ritardo con il quale, anche in questo caso, si procede al rinnovo dei contratti di lavoro, differendone i tempi rispetto alla naturale scadenza;
IMPEGNA
la Giunta ad attivarsi, nei limiti delle proprie competenze, nei confronti del Governo e dell’ARAN affinchè si giunga in tempi rapidi al rinnovo dei contratti di lavoro 2006-2009.
F.to: Enzo Lavolta
sabato 2 febbraio 2008
GTT- ATM: occasione di sviluppo

Credo fortemente nella necessità di rinnovare il trasporto pubblico locale trasformandolo in un vero e proprio strumento per la mobilità sostenibile, attraverso un deciso salto di qualità. Se si vuole un trasporto pubblico moderno, in grado di costituire una valida e credibile alternativa all’uso smodato del mezzo privato soprattutto nelle aree urbane, occorre che il Comune si ponga nuovi e più ambiziosi obiettivi. Diventa quindi prioritario migliorare la qualità del servizio reso ed il grado di soddisfazione dell’utenza preservando e valorizzando la funzione sociale, attraverso un risanamento economico che non si traduca in un costo per la cittadinanza ed i lavoratori.
Se l’ipotesi di fusione GTT-Torino e ATM-Milano promuove la necessaria ristrutturazione industriale delle aziende pubbliche di gestione anche attraverso un maggior ruolo dell’impresa privata locale e non un mero gigantismo aziendale utile solo a svuotare la reale potestà di programmazione e controllo di Province e Comuni, non possiamo che salutare positivamente un’operazione all’insegna del necessario processo di liberalizzazione in corso.
Enzo Lavolta
martedì 18 dicembre 2007
PENA DI MORTE: L'ONU, SI' ALLA MORATORIA

Il testo votato oggi dall’Assemblea generale dell’Onu, già approvato il 15 novembre alla Terza Commissione al Palazzo di Vetro, esorta tutti gli stati che hanno ancora la pena di morte a «stabilire una moratoria delle esecuzioni in vista dall’abolizione» della pena capitale. E intanto invita a ridurne progressivamente l’uso e il numero dei reati per i quali può essere comminata, rispettando gli standard internazionale a garanzia dei diritti dei condannati.
Ecco i punti essenziali del testo della moratoria e l’elenco delle principali garanzie internazionali a protezione dei condannati:
«Considerando che l’uso della pena di morte mina la dignità umana -si legge nel testo- e convinti del fatto che una moratoria sulla pena di morte contribuisca al miglioramento e al progressivo sviluppo dei diritti umani; che non esiste alcuna prova decisiva che dimostri il valore deterrente della pena di morte; che qualunque fallimento o errore giudiziario nell’applicazione della pena di morte è irreversibile e irreparabile».
«Accogliendo con favore le decisioni prese da un crescente numero di paesi di applicare una moratoria delle esecuzioni, in molti casi seguite dall’abolizione della pena di morte», l’Assemblea Generale: «Esprime la sua profonda preoccupazione circa la continua applicazione della pena di morte».
L’Assemblea generale, continua il testo, «invita tutti gli Stati che ancora hanno la pena di morte a:
A) Rispettare gli standard internazionali che prevedono le garanzie che consentono la protezione dei diritti di chi è condannato a morte, in particolare gli standard minimi, stabiliti dall’annesso alla risoluzione del Consiglio Economico e Sociale, 1984/50;
B) Fornire al segretario generale le informazioni relative all’uso della pena capitale e al rispetto delle garanzie che consentono la protezione dei diritti dei condannati a morte;
C) Limitarne progressivamente l’uso e ridurre il numero dei reati per i quali la pena di morte può essere comminata;
D) Stabilire una moratoria delle esecuzioni in vista dall’abolizione della pena di morte». L’Assemblea, si legge in conclusione, «invita gli Stati che hanno abolito la pena di morte a non reintrodurla; chiede al segretario generale di riferire sull’applicazione di questa risoluzione alla 63ma sessione; decide di continuare la discussione sulla questione durante la 63ma sessione allo stesso punto all’ordine del giorno».
«Le garanzie cui si fa riferimento per la protezione dei condannati prevedono fra l’altro che la sentenza capitale possa essere comminata solo per i reati più gravi e che non possano essere condannate persone per reati compiuti sotto i 18 anni. Non possono essere inoltre eseguite le sentenze nei casi di donne incinte, madri di un bambino piccolo o persone sofferenti di handicap mentale. Per la condanna a morte servono prove chiare e convincenti e le garanzie di un processo giusto, con possibilità di appello e richiesta di grazia. Quando la pena capitale è applicata deve causare il minimo di sofferenze possibili al condannato».
mercoledì 17 ottobre 2007
martedì 2 ottobre 2007
• cosa succede il 14 ottobre?
Nasce il partito democratico.
E tu puoi contribuire ad eleggere il segretario nazionale, il segretari regionale e i delegati all’assemblea nazionale e regionale.
• Che cos’è il partito democratico che sta nascendo?
E’ la nuova grande casa del centrosinistra che vuole riunire le tante tradizioni e culture oggi divise in tanti partiti e partitini.
Nasce dalla scelta di DS e Margherita di incontrarsi e unirsi.
Ma l’obiettivo è un partito aperto a tutti, arricchito da tanti che sono fuori dalla politica, un partito davvero partecipato, in cui è fondamentale il contributo di ciascuno.
• Sarà veramente democratico (e diverso)?
Dipende da quante persone 1l 14 ottobre andranno a votare.
Se saremo in tanti a scegliere, a votare, allora l’aggettivo democratico avrà un senso. In caso contrario, saranno, come sempre, le vecchie logiche a vincere.
• Quanti e (chi ) sono i candidati?
Per la carica di segretario nazionale i candidati in Piemonte sono 3:
Walter Veltroni, Rosy Bindi e Enrico Letta.
• Quali sono le regole per votare?
Avere almeno 16 anni e pagare 1 euro come contributo per le spese elettorali.
• Chi vota è automaticamente iscritto al partito?
Assolutamente no.
• Dove si vota?
In circa 10.000 seggi sparsi su tutto il territorio nazionale
2/3
La disponibilità a concorrere direttamente alla formazione del Partito Democratico è maturata soprattutto per la volontà di favorire la partecipazione ad un partito che vorrei veramente “nuovo” e aperto superando l’immagine negativa offerta nelle ultime settimane dai vertici dei partiti blindati , dal tatticismo esasperato.
Abbiamo sentito ripetere innumerevoli volte che la prospettiva è quella di un partito aperto, che non nasca solo da un accordo fra ds e margherita, che coinvolga ed entusiasmi i cittadini anche attraverso reali spazi di protagonismo della società civile.
Io penso alle elezioni del 14 ottobre come ad un grande momento di democrazia e di confronto aperto fra più proposte e più candidati, e non come ad una semplice ratifica di ciò che in pochi hanno scelto per noi.
Anche per questo ho deciso di esserci.
Perché penso che una competizione fra più candidati, un confronto vero fra persone diverse, le loro idee, la loro passione, la loro voglia di mettersi in gioco “senza rete” sia l’unico modo per convincere i cittadini che sta nascendo qualcosa di nuovo, di vitale, di non preconfezionato, qualcosa per cui vale la pena di impegnarsi in prima persona.
Questa novità passa anche attraverso il superamento delle vecchie logiche.
Nel nuovo partito abbiamo bisogno del contributo di tutte le culture che vogliono riconoscersi in un progetto moderno e riformista, che guarda al futuro, ma il Pd nasce per un elettorato che si sente soprattutto di “centrosinistra”, ulivista, per chi voterà per la prima volta il prossimo giugno ed è nato dopo la caduta del Muro di Berlino.
Saranno, coinvolti e rappresentati giovani e donne, (e non solo perché questa volta il 50% degli organi di partito è in mano loro), imprenditori e insegnanti, professionisti ed impiegati, artisti ed operai…Riportare la “buona politica” fra la gente sarà il mio principale impegno nelle prossime settimane.
So che per fare questo le scelte dovranno essere chiare e nette. Se il primo obiettivo è quello di recuperare la fiducia dei cittadini, dobbiamo essere credibili sul tema del rinnovamento della politica.
È un problema di regole (che devono rendere semplici ed efficaci la partecipazione, le decisioni, l’espressione del giudizio popolare) ma è anche una questione di stile. È moralità, trasparenza, cambiamento del linguaggio, coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa, capacità di suscitare emozioni non con una frase ad effetto ma costruendo qualcosa di vero e duraturo per la storia personale di ciascuno.
E’ una sfida che voglio giocare in prima persona. E Voi?
3/3
Collegio 3
A sinistra per Veltroni
Torino Vallette - Lucento – Parella - Campidoglio
1. ENZO LAVOLTA
2. PAOLA BERZANO
3. CLAUDIO CERRATO
4. MARIA LUISA MASTURZO
5. GIANNI GALEAZZI
VIA LESSONA 1
351-352-353-354-355-356-357-358-359-360-361-362-363-364-
365-366-368-369-370-371-372-374-375-376-377-378-379-380
VIA SALBERTRAND 58
367-373-388-389-390-398-399-400-401-402-403-404-405-406
STRADA ANTICA DI COLLEGNO 208
381-382-383-384-385-386-387-393-394-395-396-397-407-408-409
-410-411-412-413
VIA NOLE
414-415-474-475-476-477-478-479-480-484
VIA VEROLENGO 212
481-482-483-491-492-493-494-495-496-497-498-508-509-510-511-512
VIA FOLIGNO 106
485-486-487-488-489-490-499-500-501-502-503-504-505-506-507
PIAZZA MONTALE 8
513-514-515-516-517-518-519-520-521-522-523-524

