mercoledì 9 aprile 2008

FESTA DEMOCRATICA - 6 Aprile 2008 - Piazza Umbria


Un successo la Festa Democratica organizzata dal Circolo del PD della Circoscrizione 4 di Torino domenica pomeriggio in piazza Umbria.
Grande partecipazione e, come annunciato, MUSICA, TEATRO DI STRADA, CLOWNERIA E........MERENDA CON TORTE DEMOCRATICHE!

Sono stati presenti diversi candidati delle liste del PD, tra cui Antonio BOCCUZZI, Pietro MARCENARO, Stefano ESPOSITO, Gianni VERNETTI, Marco CALGARO.

lunedì 4 febbraio 2008

OGGETTO: “RINNOVO CONTRATTI PUBBLICO IMPIEGO”.

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO


Il Consiglio Comunale di Torino,

PREMESSO

che da molto tempo sono scaduti il contratto collettivo nazionale di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto Comuni – Autonomie Locali ed i contratti nazionali di lavoro della sanità pubblica;

CONSIDERATO CHE

- in data 28 gennaio 2008 si è svolta una manifestazione dei lavoratori piemontesi degli Enti Locali e che il prossimo 4 febbraio è prevista una manifestazione del comparto sanità;
- l’ARAN non ha ancora dato attuazione agli aumenti previsti dall’accordo quadro del 25 maggio 2005;
- il Governo nazionale, in data 8 gennaio u.s. ha sottoscritto con le confederazioni sindacali di categoria un importante accordo che prevede un impegno del Governo medesimo a compiere “atti gli uni di propria competenza” per una sollecita conclusione del negoziato per i contratti di sanità, autonomie locali;
- la Banca d’Italia ha reso pubblici i dati riguardanti l’andamento delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, da cui risulta che nel periodo 2000-2006 salari e stipendi sono rimasti sostanzialmente gli stessi, pur in presenza di un aumento del costo della vita che ne ha eroso il potere d’acquisto;
- il potere d’acquisto delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti può e deve essere rafforzato attraverso una serie di interventi di natura fiscale ed una rapida conclusione delle vertenze contrattuali. Tali misure vanno adottate non solo per ragioni di equità, ma anche per favorire una crescita della domanda interna dei consumi, essenziale per contrastare i pericoli di recessione in atto sul piano internazionale;

ESPRIME SOLIDARIETA’

ai lavoratori del pubblico impiego impegnati nel rinnovo dei contratti;

DENUNCIA

il ritardo con il quale, anche in questo caso, si procede al rinnovo dei contratti di lavoro, differendone i tempi rispetto alla naturale scadenza;

IMPEGNA

la Giunta ad attivarsi, nei limiti delle proprie competenze, nei confronti del Governo e dell’ARAN affinchè si giunga in tempi rapidi al rinnovo dei contratti di lavoro 2006-2009.



F.to: Enzo Lavolta

sabato 2 febbraio 2008

Farmacie e utili

GTT- ATM: occasione di sviluppo



Credo fortemente nella necessità di rinnovare il trasporto pubblico locale trasformandolo in un vero e proprio strumento per la mobilità sostenibile, attraverso un deciso salto di qualità. Se si vuole un trasporto pubblico moderno, in grado di costituire una valida e credibile alternativa all’uso smodato del mezzo privato soprattutto nelle aree urbane, occorre che il Comune si ponga nuovi e più ambiziosi obiettivi. Diventa quindi prioritario migliorare la qualità del servizio reso ed il grado di soddisfazione dell’utenza preservando e valorizzando la funzione sociale, attraverso un risanamento economico che non si traduca in un costo per la cittadinanza ed i lavoratori.
Se l’ipotesi di fusione GTT-Torino e ATM-Milano promuove la necessaria ristrutturazione industriale delle aziende pubbliche di gestione anche attraverso un maggior ruolo dell’impresa privata locale e non un mero gigantismo aziendale utile solo a svuotare la reale potestà di programmazione e controllo di Province e Comuni, non possiamo che salutare positivamente un’operazione all’insegna del necessario processo di liberalizzazione in corso.

Enzo Lavolta

martedì 18 dicembre 2007

PENA DI MORTE: L'ONU, SI' ALLA MORATORIA




Il testo votato oggi dall’Assemblea generale dell’Onu, già approvato il 15 novembre alla Terza Commissione al Palazzo di Vetro, esorta tutti gli stati che hanno ancora la pena di morte a «stabilire una moratoria delle esecuzioni in vista dall’abolizione» della pena capitale. E intanto invita a ridurne progressivamente l’uso e il numero dei reati per i quali può essere comminata, rispettando gli standard internazionale a garanzia dei diritti dei condannati.

Ecco i punti essenziali del testo della moratoria e l’elenco delle principali garanzie internazionali a protezione dei condannati:

«Considerando che l’uso della pena di morte mina la dignità umana -si legge nel testo- e convinti del fatto che una moratoria sulla pena di morte contribuisca al miglioramento e al progressivo sviluppo dei diritti umani; che non esiste alcuna prova decisiva che dimostri il valore deterrente della pena di morte; che qualunque fallimento o errore giudiziario nell’applicazione della pena di morte è irreversibile e irreparabile».

«Accogliendo con favore le decisioni prese da un crescente numero di paesi di applicare una moratoria delle esecuzioni, in molti casi seguite dall’abolizione della pena di morte», l’Assemblea Generale: «Esprime la sua profonda preoccupazione circa la continua applicazione della pena di morte».

L’Assemblea generale, continua il testo, «invita tutti gli Stati che ancora hanno la pena di morte a:
A) Rispettare gli standard internazionali che prevedono le garanzie che consentono la protezione dei diritti di chi è condannato a morte, in particolare gli standard minimi, stabiliti dall’annesso alla risoluzione del Consiglio Economico e Sociale, 1984/50;
B) Fornire al segretario generale le informazioni relative all’uso della pena capitale e al rispetto delle garanzie che consentono la protezione dei diritti dei condannati a morte;
C) Limitarne progressivamente l’uso e ridurre il numero dei reati per i quali la pena di morte può essere comminata;
D) Stabilire una moratoria delle esecuzioni in vista dall’abolizione della pena di morte». L’Assemblea, si legge in conclusione, «invita gli Stati che hanno abolito la pena di morte a non reintrodurla; chiede al segretario generale di riferire sull’applicazione di questa risoluzione alla 63ma sessione; decide di continuare la discussione sulla questione durante la 63ma sessione allo stesso punto all’ordine del giorno».

«Le garanzie cui si fa riferimento per la protezione dei condannati prevedono fra l’altro che la sentenza capitale possa essere comminata solo per i reati più gravi e che non possano essere condannate persone per reati compiuti sotto i 18 anni. Non possono essere inoltre eseguite le sentenze nei casi di donne incinte, madri di un bambino piccolo o persone sofferenti di handicap mentale. Per la condanna a morte servono prove chiare e convincenti e le garanzie di un processo giusto, con possibilità di appello e richiesta di grazia. Quando la pena capitale è applicata deve causare il minimo di sofferenze possibili al condannato».

martedì 2 ottobre 2007

1/3

• cosa succede il 14 ottobre?

Nasce il partito democratico.
E tu puoi contribuire ad eleggere il segretario nazionale, il segretari regionale e i delegati all’assemblea nazionale e regionale.

• Che cos’è il partito democratico che sta nascendo?
E’ la nuova grande casa del centrosinistra che vuole riunire le tante tradizioni e culture oggi divise in tanti partiti e partitini.
Nasce dalla scelta di DS e Margherita di incontrarsi e unirsi.
Ma l’obiettivo è un partito aperto a tutti, arricchito da tanti che sono fuori dalla politica, un partito davvero partecipato, in cui è fondamentale il contributo di ciascuno.



• Sarà veramente democratico (e diverso)?
Dipende da quante persone 1l 14 ottobre andranno a votare.
Se saremo in tanti a scegliere, a votare, allora l’aggettivo democratico avrà un senso. In caso contrario, saranno, come sempre, le vecchie logiche a vincere.

• Quanti e (chi ) sono i candidati?
Per la carica di segretario nazionale i candidati in Piemonte sono 3:
Walter Veltroni, Rosy Bindi e Enrico Letta.

• Quali sono le regole per votare?
Avere almeno 16 anni e pagare 1 euro come contributo per le spese elettorali.

• Chi vota è automaticamente iscritto al partito?
Assolutamente no.

• Dove si vota?
In circa 10.000 seggi sparsi su tutto il territorio nazionale



2/3



La disponibilità a concorrere direttamente alla formazione del Partito Democratico è maturata soprattutto per la volontà di favorire la partecipazione ad un partito che vorrei veramente “nuovo” e aperto superando l’immagine negativa offerta nelle ultime settimane dai vertici dei partiti blindati , dal tatticismo esasperato.
Abbiamo sentito ripetere innumerevoli volte che la prospettiva è quella di un partito aperto, che non nasca solo da un accordo fra ds e margherita, che coinvolga ed entusiasmi i cittadini anche attraverso reali spazi di protagonismo della società civile.
Io penso alle elezioni del 14 ottobre come ad un grande momento di democrazia e di confronto aperto fra più proposte e più candidati, e non come ad una semplice ratifica di ciò che in pochi hanno scelto per noi.
Anche per questo ho deciso di esserci.
Perché penso che una competizione fra più candidati, un confronto vero fra persone diverse, le loro idee, la loro passione, la loro voglia di mettersi in gioco “senza rete” sia l’unico modo per convincere i cittadini che sta nascendo qualcosa di nuovo, di vitale, di non preconfezionato, qualcosa per cui vale la pena di impegnarsi in prima persona.
Questa novità passa anche attraverso il superamento delle vecchie logiche.
Nel nuovo partito abbiamo bisogno del contributo di tutte le culture che vogliono riconoscersi in un progetto moderno e riformista, che guarda al futuro, ma il Pd nasce per un elettorato che si sente soprattutto di “centrosinistra”, ulivista, per chi voterà per la prima volta il prossimo giugno ed è nato dopo la caduta del Muro di Berlino.
Saranno, coinvolti e rappresentati giovani e donne, (e non solo perché questa volta il 50% degli organi di partito è in mano loro), imprenditori e insegnanti, professionisti ed impiegati, artisti ed operai…Riportare la “buona politica” fra la gente sarà il mio principale impegno nelle prossime settimane.
So che per fare questo le scelte dovranno essere chiare e nette. Se il primo obiettivo è quello di recuperare la fiducia dei cittadini, dobbiamo essere credibili sul tema del rinnovamento della politica.
È un problema di regole (che devono rendere semplici ed efficaci la partecipazione, le decisioni, l’espressione del giudizio popolare) ma è anche una questione di stile. È moralità, trasparenza, cambiamento del linguaggio, coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa, capacità di suscitare emozioni non con una frase ad effetto ma costruendo qualcosa di vero e duraturo per la storia personale di ciascuno.
E’ una sfida che voglio giocare in prima persona. E Voi?


3/3



Collegio 3

A sinistra per Veltroni

Torino Vallette - Lucento – Parella - Campidoglio

1. ENZO LAVOLTA
2. PAOLA BERZANO
3. CLAUDIO CERRATO
4. MARIA LUISA MASTURZO
5. GIANNI GALEAZZI



VIA LESSONA 1

351-352-353-354-355-356-357-358-359-360-361-362-363-364-
365-366-368-369-370-371-372-374-375-376-377-378-379-380

VIA SALBERTRAND 58

367-373-388-389-390-398-399-400-401-402-403-404-405-406

STRADA ANTICA DI COLLEGNO 208
381-382-383-384-385-386-387-393-394-395-396-397-407-408-409
-410-411-412-413


VIA NOLE

414-415-474-475-476-477-478-479-480-484


VIA VEROLENGO 212

481-482-483-491-492-493-494-495-496-497-498-508-509-510-511-512


VIA FOLIGNO 106

485-486-487-488-489-490-499-500-501-502-503-504-505-506-507

PIAZZA MONTALE 8

513-514-515-516-517-518-519-520-521-522-523-524

venerdì 28 settembre 2007

La rivoluzione pacifica

La storia di Gandhi sembra ripetersi in questi giorni in Birmania e ci sono vittime tra i sostenitori pacifici della rivoluzione silenziosa contro i militari che lì detengono il potere.
















Esprimo la mia più dura condanna per le violenze del regime militare birmano nei confronti dei monaci.

La comunità internazionale non può accettare quanto sta avvenendo.

Il regime deve sospendere immediatamente ogni repressione, liberare Aung San Suu Kyi e tutti i prigionieri politici e indire elezioni libere e democratiche.

Le Nazioni Unite e l’Unione Europea devono inasprire le sanzioni commerciali, diplomatiche e politiche e intervenire a sostegno dell’opposizione democratica che da anni porta avanti una straordinaria lotta non violenta.

Il Partito Democratico è a fianco dei monaci, degli studenti e di tutti i democratici birmani.

Il Governo italiano e l’Unione europea devono schierarsi con il popolo birmano senza le cautele dettate dall’interscambio economico con la dittatura.

In politica estera va perseguita ovunque la strategia del ‘cambio di regime’, senza nessuna indulgenza verso satrapi e caudilli vari, perché solo la democrazia è garanzia di pace e sviluppo



Myanmar: appello per cessare la repressione:

La sera del 25 settembre circa 300 persone sono state arrestate durante le proteste contro la giunta militare del Consiglio di Stato per la pace e lo sviluppo (Spdc), nell’ex capitale Yangon, nella seconda città più grande, Mandalay, così come a Meiktila, a Pakokku e a Mogok. Amnesty International ha appreso che diverse persone sono entrate in clandestinità per evitare l’arresto.Alcuni arresti erano già avvenuti la sera del 24 settembre, ma la maggior parte ha avuto luogo nelle successive 36 ore, con l’intensificarsi del giro di vite da parte delle forze di sicurezza. Tra le persone arrestate vi sono tra i 50 e i 100 monaci di Yangon, il parlamentare Paik Ko e almeno un altro esponente del principale partito d’opposizione, la Lega nazionale per la democrazia (Nld) guidata da Aung San Suu Kyi, diversi altri membri dell’Nld e altre figure pubbliche, tra cui il famoso attore e prigioniero di coscienza Zargana (conosciuto anche come Ko Thura). Amnesty International crede che questi e altri detenuti si trovino a rischio di tortura o altri maltrattamenti.Fonti governative hanno confermato ai giornalisti che almeno tre monaci sono stati uccisi a Yangon: uno da un colpo d’arma da fuoco e gli altri due a seguito di un pestaggio. Fonti non ufficiali hanno fatto sapere ad Amnesty International che oltre 50 monaci sono rimasti feriti.Nonostante l’alta tensione, migliaia di persone continuano a manifestare nelle strade contro il governo, guidate dai monaci, i quali hanno però voluto proteggere la popolazione chiedendo di non prendere parte alle dimostrazioni.Sembra che le forze di sicurezza abbiano percosso i manifestanti con manganelli, utilizzato gas lacrimogeni per disperdere la folla che sfidava il recente divieto di raduno di più di 5 persone e sparato colpi di avvertimento in aria.Le proteste pacifiche hanno avuto inizio ad agosto, in risposta al brusco aumento del prezzo dei carburanti. I monaci buddisti, che hanno preso la guida delle proteste dopo che alcuni di loro erano stati feriti nella città di Pakokku, chiedono la riduzione del prezzo dei generi di prima necessità, il rilascio dei prigionieri politici e un processo di riconciliazione nazionale per risolvere le profonde divisioni politiche interne.La mattina del 25 settembre, le autorità hanno iniziato il giro di vite sui manifestanti, introducendo un coprifuoco di 60 giorni dalle 21 della sera alle 5 del mattino e avvisando la popolazione che sarebbero stati adottati provvedimenti di legge contro i dimostranti.Le violazioni dei diritti umani a Myanmar sono diffuse e sistematiche. Tra queste vi è l’utilizzo di bambini soldato e il ricorso ai lavori forzati. Inoltre, sono in vigore leggi che criminalizzano l’espressione pacifica del dissenso politico.Alla fine del 2006, la maggior parte degli esponenti di primo piano dell’opposizione era agli arresti o sottoposta a forme di detenzione amministrativa e 1160 prigionieri politici erano detenuti in condizioni via via più dure. Gli arresti avvengono spesso senza mandato e i detenuti sono costretti a trascorrere lunghi periodi d’isolamento; la tortura è praticata regolarmente nel corso degli interrogatori; i processi nei confronti degli oppositori politici seguono procedure non in linea col diritto internazionale e agli imputati viene frequentemente negato il diritto a scegliere un avvocato, se non addirittura ad averne uno. La pubblica accusa fa ricorso a confessioni estorte con la tortura.Per approfondimenti sulla situazione dei prigionieri politici in Myanmar: “Myanmar’s Political Prisoners: A Growing Legacy of Injustice”

http://web.amnesty.org/library/Index/ENGASA160192005

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da La Stampa 28/9/2007 (9:22)


Oscurato il principale canale di informazione, proteste su Internet



YANGON

Il principale collegamento a Internet di Myanmar (ex Birmania) ha smesso oggi di funzionare. Lo ha detto un responsabile locale delle telecomunicazioni secondo il quale l’interruzione è stata causata da «un danno ad un cavo sottomarino». Dopo due giorni di repressione da parte dei militari delle manifestazioni di protesta, viene così a mancare il principale canale di diffusione di informazioni e foto da parte della dissidenza birmana su quanto sta accadendo nel paese.

lunedì 10 settembre 2007

il ricordo è passività, la Memoria è lo sforzo di raccontare al presente, con fatica spesso dolorosa, il passato
















Cari amici,

sono rientrato da poche ore a Torino e conservo negli occhi le immagini di questi ultimi giorni trascorsi in giro per l' Europa tra i campi di concentramento di Bergen Belsen, Natzweiler e la casa di Anne Frank.
Sono ancora forti le molte emozioni vissute e condivise con alcuni di voi che state leggendo questo blog : rabbia, indignazione, stupore, paura...molta paura.
E' forte la paura che possa riaccadere, è forte la paura che un uomo possa violentare la dignità di un altro uomo così come è avvenuto nei luoghi della vergogna che abbiamo visitato.Ma è grande anche il ricordo del sorriso sereno di Sergio accompagnato dai suoi occhi tristi , gli occhi di chi ha vissuto la guerra.


Grazie ai tanti protagonisti di questo viaggio. Grazie ai racconti di una straordinaria narratrice qual'è Lucia, grazie all'emozione di Primarosa, grazie all'ANED; grazie a quanti, tanti credono con forza nella Memoria come lo sforzo di raccontare al presente, con fatica spesso dolorosa, il passato.


Enzo Lavolta
Nei prossimi giorni pubblicherò le foto in questo blog, se ne avete di belle che volete condividere inviatemele a questo indirizzo: enzo.lavolta@fastwebnet.it ;


Sarà Anne Frank, con la sua sorprendente maturità, autrice di scritti d’inestimabile valore, a guidare le nuove generazioni all’incontro con la memoria del più sconcertante dramma dell’umanità: la Shoah. Saranno le pagine del suo Diario e dei suoi Racconti – divenuti alcuni tra i simboli più rappresentativi non solo dell’Olocausto ma dell’intera Storia – a raccontare le barbariche atrocità commesse contro gli individui più deboli; a narrare della sconcertante naturalezza – mista a indifferenza – con cui l’idiozia nazista ha macchiato per sempre la dignità di uomini e donne, violentando il diritto alla libertà. Una traccia indelebile, dunque, destinata, grazie a grandi eroi come Anne, a divenire una lezione di vita, attraverso un pensiero complesso e profondo, carico di forza e purezza e impregnato nella coscienza collettiva. Celebrare Anne Frank diffondendo il suo emblematico messaggio senza tempo significa infatti leggere e interpretare il significato dell’oppressione, della discriminazione, della repressione e dello sterminio di oltre sei milioni tra ebrei, zingari, omosessuali e oppositori politici. Persone stipate come larve nei ghetti e nei lager, private d’ossigeno e emozioni. Talvolta cavie da laboratorio, talvolta pedine di un lento, sporco gioco al massacro.
La Storia raccontata da Anne Frank è la Storia scritta di tutte le vittime; le sue parole, che non possono che appartenere al patrimonio dell’umanità, vogliono spingere le giovani generazioni alla metamorfosi auspicata nei suoi scritti:





“Tutti possiamo cominciare fin da questo istante a cercare di cambiare il mondo e ognuno di noi, grande o piccolo, può dare il suo contributo a diffondere un po’ di giustizia.” [Dare – Racconti dell’Alloggio Segreto]